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"Paolo Valcepina – recital pianistico"
Concerti a Firenze / 4 aprile 2008, 21:00 / Firenze, Auditorium al Duomo


Ingresso libero

Per informazioni: ferrari@ds.unifi.it oppure tel. 329 2609853

Paolo Valcepina - pianoforte

 

Jean-Philippe Rameau
Gavotta con variazioni
I Ciclopi (rondeau)

Johann Sebastian Bach
Preludio in do minore BWV 999 “per il liuto”
Toccata in re maggiore BWV 912

Ludwig van Beethoven
Bagatella in la minore WoO 59 “per Elisa”

César Franck
Preludio, Corale e Fuga

 

Il programma di questa sera ci propone un percorso d’ascolto centrato sull’evoluzione del pianoforte attraverso quattro autori, due tedeschi e due francesi, che si situano ai margini della storia di questo meraviglioso strumento.
Il concerto apre il sipario sul periodo classico francese con Jean-Philippe Rameau (1683-1764), compositore a cavallo tra il clavicembalo e il pianoforte: quest’ultimo infatti era soltanto all’inizio della sua gloriosa storia, mentre il clavicembalo si trovava ormai in fase di declino e una nuova più evoluta tecnica strumentale stava per affermarsi; la musica di Rameau, con il suo virtuosismo per l’epoca piuttosto innovativo, guarda decisamente avanti, al futuro, in un campo ancora inesplorato.
Il più grande contemporaneo di Rameau fu certamente Johann Sebastian Bach (1685-1750), altro autore che non conobbe il pianoforte ma che in un certo qual modo lo anticipò, dedicandosi ad una ricerca molto raffinata delle dinamiche sullo strumento, ossia della possibilità di suonare il piano e il forte (o almeno di renderne l’idea). Un esempio molto suggestivo è il suo preludio per il liuto, eseguito comunemente anche sul clavicembalo o sul clavicordo (una sorta di clavicembalo a martelli), e che sembra veramente calzare a pennello anche al pianoforte.
Con Ludwig van Beethoven (1770-1827) siamo ancora all’inizio della storia del pianoforte, ma lo strumento è adesso quasi del tutto in grado di esprimere le potenzialità che ne avrebbero fatto il re degli strumenti musicali. Con il suo multiforme genio compositivo Beethoven guarda alla possibilità di rendere sul pianoforte i colori dell’orchestra sinfonica da lui tanto amata, anche in un pezzo breve ma intenso come la celebre bagatella che ascolteremo.
Volutamente saltiamo l’intero periodo romantico per chiudere con César Franck (1822-1890) e con il periodo della decadenza della scrittura pianistica tradizionale e delle forme musicali ben definite; se la tecnica ormai, dopo l’Ottocento di Chopin e di Liszt, non ha più il bisogno di svilupparsi, sono i colori che diventano importanti: il pianoforte è ora un mezzo per esprimere nuove suggestioni sonore che introdurranno direttamente all’età moderna.
Certamente nel bellissimo e complesso brano di Franck che ascolteremo sono presenti molti spunti che provengono tanto da Rameau quanto da Bach e Beethoven: lascio al pubblico il divertente impegno di scoprirli.
(p.v.)

 

Paolo Valcepina
Pianista valtellinese diplomato cum laude presso il Conservatorio di Milano, allievo di Bruno Canino all’Accademia Marziali di Seveso, Paolo Valcepina è da anni sulla scena concertistica europea.
Terzo classificato alla XXII edizione del Premio Venezia riservato ai migliori pianisti italiani, oltreché laureato in numerosi altri concorsi pianistici, è regolarmente invitato ad esibirsi come solista in tutta Italia e all’estero: ha suonato, fra gli altri, al Gotischer Saal di Salisburgo e, con un recital dedicato all’Oriente, alla Triennale dell’Arte di Milano; in tournée in Sardegna per gli Amici della Musica di Cagliari e al teatro dell’Institut Français di Firenze; alla villa Bernocchi di Premeno, sul Lago Maggiore, e nel grande auditorium del Conservatorio di Lussemburgo.
Già direttore della Scuola di Musica di Calolziocorte e Valle S. Martino, attualmente è titolare di una cattedra di pianoforte presso la Civica Scuola di Musica della Provincia di Sondrio, per il cui decennale ha inciso su cd il concerto di Varsavia di Addinsell, ed è il pianista dell’Orchestra di Fiati della Valtellina.
Ha di recente inciso un cd allegato al libro InFormeArmoniche, edito da NodoLibri di Como.

Interprete romantico e vigoroso, ispirato alla grande scuola pianistica novecentesca, Paolo Valcepina intende la musica come evocazione costante di mondi sonori ed emozionali sempre rinnovati.


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