Auditorium al Duomo Firenze | Tel. +39 055 2381752 | Centro Congressi al Duomo | Sale Convegni | Sfilate di Moda | Esposizioni | Follow us on Follow us on Facebook Follow us on Twitter Follow us on Flickr
verifica la disponibilità

Hotel Laurus al Duomo
Booking Ufficiale
Hotel Pitti Palace
Booking Ufficiale

Fondazione
Romualdo Del Bianco

Auditorium al Duomo Firenze Eventi

Marco Cresti in concerto: "L'amore tutto." Rassegna di canzoni per Antonella
Concerti a Firenze / 15 Dicembre 2012, ore 21:00 / Firenze, Auditorium al Duomo proud member of Life Beyond Tourism®, Via de' Cerretani 54/r

Con il Patrocinio di:
FILE - Fondazione Italiana di Leniterapia
Associazione "Italia Nostra"

In collaborazione con:
Scuola di Musica di Fiesole
Auditorium al Duomo, Proud Member of Life Beyond Tourism®

INGRESSO GRATUITO

FORMAZIONE
Tommaso Ferrini - pianoforte, basso, arrangiamenti
Niccolò Mani - basso, pianoforte, fisarmonica
Michele Tino - sassofono contralto
Gabriele Pineider - batteria, percussioni
Vieri Bugli - primo violino
Emanuele Brilli  - secondo violino
Lea Galasso -  violoncello
Veronica Fiorini - voce, chitarra
Elena Guarducci - voce

CRONACA DI UN EVENTO

Due giorni prima della commemorazione di Antonella avvenuta a Villa Vogel il 16 Marzo, mi giunse da parte di Paolo Del Bianco una mail che insieme alle condoglianze per la scomparsa di mia moglie, mi rivolgeva un pressante invito affinché preparassi un concerto in sua memoria, con la garanzia che egli stesso si sarebbe interessato affinché la direzione artistica dell'Auditorium al Duomo aderisse a tale iniziativa offrendomi tutto l'appoggio necessario. In un primo momento la cosa mi parve di assai improbabile realizzazione, sia per circostanze logistiche, sia e soprattutto per motivi di carattere psicologico. La mia prima reazione alla scomparsa di Antonella è stata infatti quella di dare uno stop alla mia attività "cantautorale", essendone venuti a mancare i presupposti fondamentali. Primo fra i quali, la perdita di un pubblico a cui cantare le mie canzoni, perché Antonella è come avesse sempre incarnato il pubblico a cui mi interessava farle ascoltare.
D'altro canto il fatto che il mio repertorio più privato - prevalentemente costituito da canzoni dedicate negli anni ad Antonella - sarebbe rimasto tale qualora non avessi sfruttato l'opportunità che mi veniva offerta, costituiva per me un dispiacere. Anche perché Antonella a questo repertorio era molto affezionata.
Il caso ha poi voluto che le mie canzoni siano state fatte ascoltare ad Andrea Portera, docente di composizione alla Scuola di Musica di Fiesole, il quale non solo ne ha espresso un positivo giudizio, ma si è reso disponibile affinché alcune di esse - oltre ai brani inediti a cui maggiormente tenevo - potessero essere arrangiate con una formula musicale un po' diversa rispetto a quella abituale; affidando questo compito ad uno dei suoi allievi di maggior talento, Tommaso Ferrini. Tommaso ha coinvolto in questo progetto giovani musicisti di sua conoscenza, tra i quali anche alcuni allievi della Scuola di Musica di Fiesole. Il progetto ha così preso corpo ed il risultato è stato la preparazione di questo concerto.
Riassumendo, il repertorio è costituito oltre che da alcune canzoni d'amore meno recenti, anche da brani di diversa ispirazione, che tuttavia Antonella riteneva particolarmente significativi.

SIGNIFICATO DELL' EVENTO

Nel preparare questo concerto inevitabilmente si è ripetuto ciò che già è avvenuto in occasione della commemorazione da me organizzata poco dopo la scomparsa di Antonella.
Si rischia che l'evento celebri soprattutto chi lo organizza.
Tanto più in una occasione come questa, con un palcoscenico e delle canzoni.
Può essere una contraddizione?
Ci ho pensato e di questi aspetti ho più volte discusso con i compagni del FILE; che hanno aderito perché ne hanno compreso il valore terapeutico, considerandola una delle strade percorribili per affrontare le difficoltà di una grave perdita. Ciò significa che certe iniziative possono avere una funzione importante per chi rimane. Perciò non provo nessun imbarazzo nell'affermare che questa manifestazione è dedicata, oltre a coloro che hanno conosciuto Antonella e ritengono le mie canzoni importanti per conservarne il ricordo, anche a chi mi ha accompagnato finora in questo lavoro di lento, ma necessario ritorno ad una vita accettabile.

RIGUARDO ALLE CANZONI E AL LORO RUOLO

Se ritengo giusto che alcuni cantautori italiani, e in particolar modo quelli che si sono affermati intorno agli anni '60, occupino un ruolo di una qualche rilevanza all'interno del panorama culturale del nostro paese, sono altrettanto convinto che tutto questo debba avvenire come riconoscimento della loro attività di " autori di canzoni" e non per altri motivi.
Perché è importante non confondere i ruoli: un autore di canzoni, per quanto bravo dimostri di essere, non è assimilabile ad altri artisti, dal momento che il "genere" a cui si dedica possiede una specificità per la quale non è in fondo necessario essere né veri poeti, né tantomeno grandi musicisti. Le canzoni si poggiano infatti su una sorta di alchimia attraverso la quale un motivo musicale cattura la nostra attenzione divenendo rapidamente riconoscibile e nello stesso tempo il testo che lo accompagna risulta così aderente a quel particolare motivo musicale, da non poterne immaginare nessun altro. Si tratta in fondo più di un lavoro da artigiano, che non da artista; eppure la canzone corrisponde perfettamente ad una nostra necessità che credo non possa essere adeguatamente soddisfatta in altra maniera: a differenza di altri generi musicali - e mi riferisco in particolare alla musica cosiddetta "colta" - le canzoni si prestano ad essere "adottate" come una sorta di colonna sonora di particolari momenti storici della nostra esistenza o di una qualche nostra personale situazione psicologica e/o emotiva e sono dunque perlopiù legate ad un universo intimo, strettamente individuale, anche se appartengono contemporaneamente a più persone. Ed è grazie al meccanismo di (apparente) semplicità che contraddistingue il "genere canzone" che alcune di esse risultano fin da subito così familiari, quasi fossimo noi stessi ad averle composte.
Se mi si chiede di spiegare le motivazioni che mi spingono a scrivere canzoni, credo che la risposta sia implicita in ciò che ho appena detto.
Da una parte un amore istintivo per la musica "leggera" nelle sue (per me) più autentiche manifestazioni, dall'altra la considerazione che le canzoni possono essere utilizzate come uno strumento strettamente privato, efficace e disponibile, per esorcizzare il senso di precarietà e la pena sottile che accompagna la propria esistenza, con tutto ciò che questa consapevolezza si trascina dietro: il bisogno di amare ed essere amati, la voglia di piangere e di ridere, la necessità di riconoscersi in una qualche forma di ribellione politica (in senso lato) o di utopia ecologica.
Per questa ragione mi sono sempre sentito più vicino a quegli autori nei quali si avverte la reale mancanza di un distacco tra il contenuto delle canzoni e la vita concretamente vissuta. Penso in particolare a Bindi, per me il più suggestivo dal punto di vista musicale o a Tenco, nel quale la sovrapposizione tra canzone ed esperienza esistenziale è stata così radicale da determinarne perfino il suicidio.
Riguardo ai miei personali gusti, non nutro particolare simpatia nei confronti di formule musicali che tendono ad allontanarsi dalla struttura canonica della canzone. Una canzone senza un ritornello da ricordare a me pare quasi sempre una canzone malriuscita. Ma naturalmente sono solo opinioni personali.
Dal punto di vista letterario, poi, ritengo che una canzone sia un "corpo unico" dal quale non ha alcun senso isolare il testo dal contesto musicale. Per questo provo diffidenza nei confronti di testi criptici e/o rarefatti, che aspirano ad una propria autonomia espressiva, poiché ritengo che per ogni genere musicale si debba utilizzare il linguaggio ad esso più congeniale. Basti pensare a come nel melodramma (e penso in particolare a Puccini) certe parole, che in ambiti diversi potrebbero apparire anacronistiche , risultino viceversa sublimi. Nel mio caso, la manifesta predilezione per l'uso costante della rima trova dunque una doppia motivazione: corrisponde spesso ad una esigenza ludica, ma soprattutto mi permette di ritenermi un autore di canzoni che non aspira ad essere considerato un poeta. Poiché i poeti possono permettersi il lusso di essere incomprensibili, gli autori di canzonette no.

Marco Cresti

ANTONELLA ROMUALDI

Laureatasi all'Università degli Studi di Firenze con Enrico Paribeni, dopo essere stata borsista Fulbright presso l'Accademia Americana a Roma, è stata nominata dal Ministero per i Beni Culturali funzionario archeologo della Soprintendenza dell' Emilia Romagna.
Dal 1979 al 2000 è stata in forze nella Soprintendenza Archeologica della Toscana in qualità di archeologo responsabile della tutela, degli scavi e delle ricerche a Populonia e nel comprensorio della val di Cornia dove ha coordinato e diretto in tale ambito numerose campagne di scavo e di ricerca, alcune delle quali hanno portato alla realizzazione del Parco Archeologico Naturalistico di Populonia divenendone, per un certo periodo, direttore scientifico.
È stata anche responsabile della catalogazione dei Beni Archeologici della Toscana e dal 1998 al 2000 direttore del Museo Archeologico di Firenze.
Nello stesso anno ha realizzato l'allestimento e l'apertura al pubblico di alcuni ambienti della villa tardo barocca costruita da Filippo Corsini a Castello, disponendovi parte della collezione dei marmi antichi e parte della scultura etrusca del Museo Topografico Centrale di Firenze conservati nei depositi del Museo Archeologico.
Ottenuto il trasferimento alla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino, è stata direttrice del Dipartimento di Antichità Classica della Galleria degli Uffizi fino al 2008. Proprio in questa sede ha promosso numerosi interventi di pulitura e restauro sui marmi delle antiche collezioni che hanno dato luogo a una ricca messe di studi e approfondite ricerche sull'argomento.
Alle numerose pubblicazioni inerenti i materiali, la cultura e la storia di Populonia, altri frequentati ambiti di ricerca hanno riguardato le stipi votive e la bronzistica etrusca, la storia del Museo Archeologico di Firenze e i ritratti romani. Vanno ad aggiungersi a questi anche numerosi saggi tra i quali si ricordano quelli sulle statue antiche della Loggia dei Lanzi o sulla Medusa nell'antichità, o ancora sulle antichità del Corridoio Vasariano.
Nel 2006 ha ideato la collana e curato i primi tre volumi sinora usciti di "Studi e restauri dei marmi antichi della Galleria degli Uffizi", con contributi di vari specialisti nel campo della statuaria e dell'epigrafia greca e romana.
Quest'anno le è stata dedicata, a compenso del costante impegno volto in tutti questi anni nell'attività di tutela e di studio delle opere d'arte, la nuova sala dei marmi ellenistici dei Nuovi Uffizi.

Hotels accommodation: Hotel Laurus al Duomo | Hotel Pitti Palace al Ponte Vecchio
 
All rights reserved. Life Beyond Tourism ® - Comi S.p.A., Sede Legale Via Del Giglio, 10 - 50123 Firenze, Italia
Registro Imprese nr. 02098980481 Firenze, P.Iva e C.F. 02098980481, Capitale Sociale Euro 2.380.000,00 i.v.
Comi S.p.A ha adottato il modello di cui D.lgs 231/01 Codice Etico e Parte Generale, Politica della Qualita'

Privacy

Our References




Design by Lubos Hazucha - Powered by Emmetek