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Auditorium al Duomo Firenze Eventi

Convegno medico: "I° Convegno Nazionale Terapia Hilt" / 15 Settembre 2006 /
Firenze, Auditorium al Duomo
Organizzato da:
ASA - Energy for healt

Patrocinio:
Regione Toscana
Comune di Firenze
Consorzio CEO - Centro di Eccellenza Optronica

Partecipano:
Sphera - medical journal
Edizioni Minerva Medica

IL LASER ND: YAG HILT NEL TRATTAMENTO CONSERVATIVO DELL’ERNIA DEL DISCO LOMBARE: STUDIO CLINICO

Zati A.(1) , Fortuna D.(2) , e Bilotta T.W. (1)
S.R.R.F. Istituti Ortopedici Rizzoli, Bologna
EL.EN. Electronic Engineering, SpA, Firenze

Riassunto.
L’ernia del disco lombare causa frequentemente un’importante sintomatologia dolorosa. Le Linee Guida consigliano di adottare in prima istanza una terapia conservativa, riservando la chirurgia ad un numero limitato di casi. Esistono molteplici possibilità terapeutiche, ma solo di alcune è stata dimostrata l’efficacia; tra queste ricordiamo i FANS e la TENS. Le recenti acquisizioni sugli effetti dei laser di potenza ci hanno indotti a valutare l’efficacia della laser terapia in questa patologia. Obiettivo dello studio è confrontare tre diversi trattamenti: laser Nd:YAG pulsato, TENS e FANS. A questo scopo 60 pazienti con ernia discale L4-L5 o L5-S1, affetti da lombalgia subacuta, sono stati divisi in 3 gruppi. Ogni gruppo è stato sottoposto per 15 giorni ad uno dei seguenti trattamenti: laser Nd:YAG, TENS o ketoprofene. La valutazione è stata eseguita con due test clinici: Backill e VAS. I controlli sono avvenuti a 15, 45 e 180 giorni dall’inizio del trattamento. Al termine della terapia tutte le metodiche sono risultate efficaci. Invece, ai follow-up successivi si è osservato che, mentre gli effetti positivi ottenuti con il laser tendevano a perdurare, nei pazienti trattati con TENS o con ketoprofene, la sintomatologia subiva un peggioramento. Dallo studio si deduce l’efficacia terapeutica del laser in questa patologia, con risultati in parte simili e in parte superiori a quelli ottenuti con TENS e con il FANS; il risultato più interessante è stato la maggiore durata degli effetti indotti dal laser rispetto alle altre metodiche.
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(1) Istituti Ortopedici Rizzoli, Via G.C. Pupilli, 1 - 40100 Bologna
(2) ELEN group Firenze

SPALLA DOLOROSA: PROTOCOLLO DI TRATTAMENTO CON HILT TERAPY E RIEDUCAZIONE FUNZIONALE

Valent A.

Riassunto.
La spalla dolorosa ha un eziopatogenesi multifattoriale. Una patologia a carico di una delle strutture che la costituiscono, può determinare dolore e limitazione funzionale. In quest’articolo viene presentato il protocollo di trattamento della spalla dolorosa con HILT, laser terapia Nd:YAG ad alta potenza e modalità di erogazione pulsata. Il protocollo, frutto dell’esperienza clinica dell’autore, prevede tre fasi, iniziale, intermedia e finale. Le fasi iniziale e finale vengono effettuate con la scansione manuale del manipolo, a velocità rispettivamente elevata e lenta, con fluenze tra 810-1530 mJ/cm2. La fase intermedia viene effettuata con il manipolo fisso sui trigger points muscolari ed articolari, con fluenze tra 360-610 mJ/cm2. Per il recupero funzionale della spalla, al trattamento HILT, si associa idoneo protocollo riabilitativo, il più possibile personalizzato.

IL LASER Nd:YAG NEL TRATTAMENTO DELLE LESIONI LEGAMENTOSE LATERALI DELLA CAVIGLIA

Di Caprio F, Ghermandi R, Grandi G, Buda M, Buda R
Istituti Ortopedici Rizzoli - Università di Bologna

Riassunto.
Obiettivi: Valutare i risultati del trattamento con Laser Yag delle lesioni legamentose laterali di caviglia. Introduzione: In letteratura esistono pochi studi sistematici sull’efficacia del Laser ad alta energia nella traumatologia sportiva. Materiale e metodo: 15 sportivi agonisti con lesioni legamentose laterali di I grado acute della caviglia, trattati con laser Yag ad alta energia in 10 casi e laser CO in 5 casi. I pazienti sono stati valutati con quantificazione del dolore, della tumefazione e 2 della funzionalità articolare prima del trattamento, dopo 1, 2, 3, 6, 12 settimane dall’inizio del trattamento, e al follow-up finale. Risultati: I pazienti trattati con Laser Yag ad alta energia hanno ottenuto una più rapida risoluzione del dolore e della tumefazione nel corso del trattamento, ed un più rapido recupero funzionale, con ritorno allo sport agonistico anticipato. I risultati ottenuti dopo 3 settimane di trattamento sono sovrapponibili a quelli raggiunti dopo 6 settimane nel gruppo di controllo. Conclusioni: Il laser ad alta energia produce effetti anti-dolorifico, anti-infiammatorio, anti-edemigeno e bio-rigenerativo, evidenziabili a livello clinico. In traumatologia sportiva questi effetti forniscono un’accelerazione dei tempi di recupero, particolarmente utile nel trattamento degli sportivi agonisti.

TRATTAMENTO DELLA EPICONDILITE ATTRAVERSO LA TERAPIA HILT

GP Ganzit, E Gurin
Istituto di Medicina dello Sport FMSI di Torino

Riassunto.
Scopo del presente lavoro è quello di valutare l’efficacia sulla ripresa funzionale e sul dolore della terapia con laser a Nd-YAG pulsato ad alta intensità (HILT) in caso di epicondiliti in soggetti praticanti attività sportiva. Sono stai presi in considerazione 23 soggetti di ambo i sessi di razza bianca (9 femmine e 14 maschi) di età media di 42 anni, praticanti in prevalenza tennis con diagnosi di epicondilite di durata superiore a 6 settimane e già trattati con altre terapie. Ogni soggetto è stato sottoposto a 10 sedute di trattamento, uno al giorno con sospensione nel weekend. All’inizio del trattamento, dopo 5 sedute ed al termine è stata fatta una valutazione del livello funzionale secondo la scala di Steinbroker modificata per l’attività sportiva, del livello del dolore con VAS e della forza isometrica massima di prensione della mano. E’ stata evidenziata una significativa riduzione della sintomatologia dolorosa già dopo 5 sedute ulteriormente ridotta dopo 10. La forza di prensione della mano del lato affetto dalla patologia al termine delle 10 sedute di terapia HILT è risultata significativamente aumentata in media dal 66% al 77% della controlaterale. La terapia HILT ha evidenziato effetti positivi sul dolore e sulla funzionalità in soggetti praticanti sport e portatori di epicondilite persistente. Dai confronti con la letteratura non appare che questa terapia abbia effetti chiaramente superiori ad altri metodi terapeutici e come per questi esistono soggetti che non rispondono al trattamento. Le strutture interessata relativamente superficiali non richiedono penetrazione in profondità dell’energia laser, quindi in questo caso non vengono sfruttate a pieno le potenzialità di questa terapia.


LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: TRATTAMENTO CON HILT TERAPIA.
(DATI PRELIMINARI)

Bodini G., Croce A.M.
U.O. Riabilitazione Specialistica – Casa di Cura San Camillo – Brescia

Riassunto.
Obiettivo del presente studio è verificare l’efficacia del trattamento laser HILT nelle sindromi del tunnel carpale. Si tratta di una patologia molto diffusa che riconosce molteplici momenti patogenetici e che si manifesta con i tipici segni di intrappolamento del nervo mediano al polso, cioè parestesie e dolore al polso e alla mano. La diagnosi si basa sul quadro clinico ma soprattutto sul riscontro di alterazioni della conduzione nervosa all’indagine EMG. Allo stato attuale il trattamento è basato sulla terapia medica, generale o locale, sulla terapia fisica e sulla decompressione chirurgica del nervo. Per quanto riguarda la terapia fisica vi è una scarsa evidenza scientifica di efficacia. Nel presente studio sono stati valutati dal punto di vista clinico, ecografico ed EMG 25 soggetti affetti da sindrome del tunnel carpale di grado lieve o medio, sottoposti a trattamento laser HILT. La valutazione è stata effettuata prima, dopo ed a distanza di 3 mesi dal trattamento. Lo studio è ancora in corso per quanto concerne la verifica a distanza ma i dati preliminari sembrano indicare una buona efficacia di questa metodica fisioterapica nel trattamento della sindrome del tunnel carpale.


VERSATILITÀ D’USO DELLA TERAPIA HILT.
Lacchini V.

Riassunto.
Clinicamente i risultati della laserterapia HILT hanno il duplice vantaggio di suffragare ipotesi diagnostiche quando non sia possibile avvalersi di confronti strumentali e di mantenere definitivo nel tempo il risultato dell’azione biostimolante. Non secondaria l’importanza assodata di una grossa versatilità d’uso in totale sicurezza operativa.

Mi sono laureata con una tesi, allora sperimentale, in merito al trattamento della periartrite di spalla con laser diodico a semiconduttori. Ho deciso di intraprendere attività libero professionale in studio privato incontrando nel’ 97 il laser Nd:YAG impulsato smartbeam : da allora gestisco personalmente le varie problematiche che mi sottopongono i pazienti, utilizzando questo tipo di laser, e dall’aprile 2004 uso Hiro3 HILT . Un uso iniziale dei protocolli operativi mi ha portato successivamente ad esulare spesso dagli stessi in tempi e modi di applicazione, adattando la quantità di energia erogata via via alla risposta a feed back dei tessuti trattati, spesso non standardizzabile. Rimane rigoroso il protocollo di ricrescita della cartilagine che uso da almeno 5 anni. Ovviamente talvolta anche questa energia, pur importante, non ha possibilità di successo e richiede precauzioni d’uso. Nella grande varietà delle patologie trattate, neurologiche canalicolari polidistrettuali e neurovegetative, postraumatiche di tessuti molli, reumatologiche degenerative parzialmente o completamente gestibili, l’effetto di biostimolazione, anche se non immediato, si riconosce , per le problematiche già cronicizzate, in una ulteriore regressione della sintomatologia soggettiva ed oggettiva nel mese successivo all’interruzione del ciclo terapeutico. Molto spesso si agisce in alternativa a soluzioni chirurgiche presupposte inevitabili.


IL TRATTAMENTO DELLA TENDINOPATIA CALCIFICA DI SPALLA MEDIANTE
TERAPIA LASER HILT
STUDIO PROSPETTICO CONTROLLATO
REPORT PRELIMINARE


G. Melegati
Primario Centro Riabilitazione Sportiva
Istituto Ortopedico Galeazzi – Milano
Responsabile Staff Medico Nazionale Italiana Rugby

Riassunto.
La tendinopatia calcifica di spalla è una patologia caratterizzata dalla presenza di depositi calcifici di fosfato di calcio all’interno dei tendini della cuffia dei rotatori della spalla, ed è stata descritta come entità clinica gia più di 100 anni fa, da Duplay nel 1872. L’eziologia non è ancora stata definita con certezza e le ipotesi più accreditate si riferiscono ad un quadro degenerativo a carico
dei tendini della cuffia con una trasformazione metaplastica “condroide” che favorisce il deposito di microcristalli di fosfato di calcio nel contesto delle fibre tendinee. Alcuni autori considerano una situazione di ridotta per fusione del tendine come causa scatenante, piuttosto che una alterazione metabolica favorente la precipitazione calcarea. Il tendine del sovraspinoso è la struttura più colpita dal fenomeno, a livello della cosiddetta “zona critica”. E’ una patologia a lenta risoluzione spontanea con restitutio ad integrum del tendine (nel 9.3%dei casi si ha la scomparsa entro 3 anni dalla diagnos i e nel 27,1% dei casi dopo 10 anni, secondo differenti autori). Dolore e limitazione funzionale caratterizzano il quadro clinico. Il dolore può essere urente, resistente a FANS oppure continuo, invalidante, a seguito di macro/micromovimenti dell’arto oppure spesso notturno. Le complicanze della tendinopatia calcifica di spalla sono: la rottura della cuffia l’artrofibrosi la spalla congelata. La diagnosi è clinica e radiografica. Gartner ha proposto una classificazione RX grafica in 3 stadi a seconda della evidenza radiografica del deposito calcifico. Uthoff ha individuato il carattere evolutivo della patologia dividendola in tre stadi: lo stadio precalcifico asintomatico, lo stadio +/++), fase della quiescenza (dolore calcifico, a sua volta suddiviso in fase della formazione (dolore +) e fase del riassorbimento (dolore+++) e lo stadio post calcifico (dolore +/++). Depositi densi, a contorni netti (Gartner I) corrispondono alla fase della formazione mentre depositi sfumati a contorni irregolari (Gartner III) spesso corrispondono alla fase acuta, del riassorbimento, durante la quale il dolore è importante. Sono state proposte numerose soluzioni terapeutiche, tra cui trattamenti kinesiterapici, terapie fisiche come ultrasuoni, rontgenterapia, terapia infiltrativa con corticosteroidi, agoaspirazione, rimozione chirurgica sia artroscopica che aperta e recentemente terapia con onde d’urto extracorporee. Quest’ultima metodica, di introduzione relativamente recente, suscita grande interesse per i buoni risultati, spesso sovrapponibili a quelli chirurgici, riportati recentemente in letteratura. La terapia mediante impiego di apparecchi LASER ad alta potenza (Neodimio-YAG) si è dimostrata negli anni efficace nel trattamento di un ampio spettro di quadri patologici, comprese le tendinopatie (Melegati, J Sport Traumatol Rel Res, 94) ma non è stato riportato il suo impiego nel trattamento della tendinopatia calcifica di spalla. In teoria, grazie al suo spiccato effetto antalgico, questa metodica dovrebbe essere efficace nella risoluzione della tendinopatia calcifica la cui manifestazione principale è proprio il dolore. Probabilmente la biostimolazione cellulare indotta dal LASER ad alta intensità (HILT) è in grado di innescare il processo di riassorbimento della calcificazione del precipitato di calcio, come ipotizzato da Valent e Benedetti in un loro recente report sul trattamento di 3 pazienti affetti da tendinite calcifica di spalla. Inoltre le diverse metodiche fisiokinesiterapiche non dimostrano una reale efficacia, in confronto con la chirurgia o le onde d’urto. Quest’ultime tuttavia risultano essere soluzioni terapeutiche non sempre gradite al paziente, sia per la relativa invasività che per i costi del trattamento. In considerazione di ciò abbiamo voluto indagare la efficacia del trattamento. LASER ND-YAG ad alta potenza (HILT) nella terapia di tale patologia e compararlo sia alla kinesiterapia che al trattamento mediante onde d’urto extracorporee. Il presente lavoro si propone di comparare i risultati ottenuti mediante differenti trattamenti su tre gruppi di soggetti affetti da tendinopatia calcifica di spalla. I risultati riportati sono da considerarsi preliminari in quanto non è ancora stato raggiunto il numero di soggetti indicati dalla analisi della potenza statistica dello studio. Al gruppo A sono stati assegnati 20 soggetti trattati mediante utilizzo di onde d’urto extracorporee
• (Dornier EPOS (sonda ecografica lineare 7.5 MHz)
• 3 sedute
• Frequenza settimanale
• 1800 impulsi/seduta
• Energia fino a 0.22 mJ/mm2
• Frequenza 240 colpi/minuto
Al gruppo B sono stati assegnati 13 pazienti trattati mediante ciclo di fisiocinesiterapia
• 10 sedute kinesiterapiche
• Giorni alterni
• 40 minuti di durata
• Tipologia esercizi: Mobilizzazione manuale (soglia dolorosa) Stretching capsulare Pendolari di Codman Isometrici per rotatori e deltoide a resistenza elastica per trapezio, rotatori e
deltoide
Al gruppo C sono stati assegnati sinora 7 pazienti trattati mediante impiego di apparecchio LASER
ND-YAG secondo le seguenti modalità:
• 10 sedute di trattamento a giorni alterni
Schema utilizzato :
• Scansione veloce, energia crescente (e frequenza decrescente)
• Trattamento fisso su “trigger points”
• Scansione lenta
Densità di energia 810/1530 mJ/cm2
Energia totale 3000J
Lo studio prevede la valutazione clinica e mediante Scala di Constant pre e post-trattamento
e valutazione mediante Scala di Constant e Radiografia della spalla a 6 mesi dal trattamento.

RISULTATI
I risultati ottenuti mostrano una correlazione tra la scomparsa della calcificazione e miglioramento del quadro clinico (gruppo A)
La Terapia HILT risulta sovrapponibile al trattamento ESWT come risultato clinico globale post- trattamento (Constant Sc.),ed entrambi i trattamenti risultano migliori del trattamento kinesiterapico.

La Terapia HILT risulta superiore al trattamento ESWT come controllo del dolore (COnstant Sc dolore) nella valutazione post-trattamento. Tuttavia bisogna segnalare che il campione non è sufficientemente grande per la significatività statistica (gruppo HILT e gruppo KT) È da segnalare inoltre la mancanza della valutazione RX per evidenziare la eventuale scomparsa della calcificazione (gruppo HILT e gruppo KT) I risultati sono da considerarsi PRELIMINARI, per la mancanza di controlli a distanza. In attesa di completare lo studio, possiamo dire che i risultati presentati possono essere considerati solo indicativi per un maggior effetto antalgico di HILT terapia rispetto a ESTW e a Kinesiterapia.


IL LASER Nd:YAG NEL TRATTAMENTO DELLE LESIONI OSTEO-CARTILAGINEE DEL GINOCCHIO

Buda R, Buda M, Grigolo B, Di Caprio F, Ghermandi R, Zati A.
Istituti Ortopedici Rizzoli - Università di Bologna

Riassunto.
Obiettivi: Valutare i risultati del trattamento con Laser Yag delle lesioni osteo-cartilaginee di ginocchio. Introduzione: La letteratura è povera di studi sistematici sull’efficacia del Laser ad alta energia in campo ortopedico. Materiale e metodo: 7 pazienti in lista per autotrapianto di condrociti autologhi per lesioni osteo-condrali dei condili femorali: nell’intervallo tra le due procedure artroscopiche 5 sono stati trattati con laser Yag, mentre 2 non hanno subito trattamenti. Nel contesto delle due artroscopie sono state ottenute biopsie della lesione per esame istologico e immuno- istochimico, prelievi di liquido sinoviale e documentazione fotografica della lesione. E’ stata valutata l’evoluzione della lesione in caso di trattamento laser rispetto al gruppo di controllo. Risultati: Il trattamento con laser ha ottenuto un aumento dei fattori di crescita nel liquido sinoviale, una diminuzione dei mediatori della flogosi e una ricrescita di cartilagine di tipo jalino più evidente nelle zone più anteriori delle lesioni e nei pazienti più giovani. Conclusioni: Il laser ad alta energia produce effetti anti-infiammatorio e bio-rigenerativo, evidenziabili macroscopicamente e a livello istologico e bio-chimico.

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