IL LASER ND: YAG HILT NEL TRATTAMENTO CONSERVATIVO DELL’ERNIA DEL
DISCO LOMBARE: STUDIO CLINICO
Zati A.(1) , Fortuna D.(2) , e Bilotta T.W. (1)
S.R.R.F. Istituti Ortopedici Rizzoli, Bologna
EL.EN. Electronic Engineering, SpA, Firenze
Riassunto.
L’ernia del disco lombare causa frequentemente un’importante sintomatologia dolorosa. Le Linee
Guida consigliano di adottare in prima istanza una terapia conservativa, riservando la chirurgia ad
un numero limitato di casi. Esistono molteplici possibilità terapeutiche, ma solo di alcune è stata
dimostrata l’efficacia; tra queste ricordiamo i FANS e la TENS. Le recenti acquisizioni sugli effetti
dei laser di potenza ci hanno indotti a valutare l’efficacia della laser terapia in questa patologia.
Obiettivo dello studio è confrontare tre diversi trattamenti: laser Nd:YAG pulsato, TENS e FANS.
A questo scopo 60 pazienti con ernia discale L4-L5 o L5-S1, affetti da lombalgia subacuta, sono
stati divisi in 3 gruppi. Ogni gruppo è stato sottoposto per 15 giorni ad uno dei seguenti trattamenti:
laser Nd:YAG, TENS o ketoprofene. La valutazione è stata eseguita con due test clinici: Backill e
VAS. I controlli sono avvenuti a 15, 45 e 180 giorni dall’inizio del trattamento. Al termine della
terapia tutte le metodiche sono risultate efficaci. Invece, ai follow-up successivi si è osservato che,
mentre gli effetti positivi ottenuti con il laser tendevano a perdurare, nei pazienti trattati con TENS
o con ketoprofene, la sintomatologia subiva un peggioramento. Dallo studio si deduce l’efficacia
terapeutica del laser in questa patologia, con risultati in parte simili e in parte superiori a quelli
ottenuti con TENS e con il FANS; il risultato più interessante è stato la maggiore durata degli effetti
indotti dal laser rispetto alle altre metodiche.
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(1) Istituti Ortopedici Rizzoli, Via G.C. Pupilli, 1 - 40100 Bologna
(2) ELEN group Firenze
SPALLA DOLOROSA: PROTOCOLLO DI TRATTAMENTO CON HILT TERAPY E
RIEDUCAZIONE FUNZIONALE
Valent A.
Riassunto.
La spalla dolorosa ha un eziopatogenesi multifattoriale. Una patologia a carico di una delle strutture
che la costituiscono, può determinare dolore e limitazione funzionale. In quest’articolo viene
presentato il protocollo di trattamento della spalla dolorosa con HILT, laser terapia Nd:YAG ad alta
potenza e modalità di erogazione pulsata.
Il protocollo, frutto dell’esperienza clinica dell’autore, prevede tre fasi, iniziale, intermedia e finale.
Le fasi iniziale e finale vengono effettuate con la scansione manuale del manipolo, a velocità
rispettivamente elevata e lenta, con fluenze tra 810-1530 mJ/cm2.
La fase intermedia viene effettuata con il manipolo fisso sui trigger points muscolari ed articolari,
con fluenze tra 360-610 mJ/cm2.
Per il recupero funzionale della spalla, al trattamento HILT, si associa idoneo protocollo
riabilitativo, il più possibile personalizzato.
IL LASER Nd:YAG NEL TRATTAMENTO DELLE LESIONI LEGAMENTOSE
LATERALI DELLA CAVIGLIA
Di Caprio F, Ghermandi R, Grandi G, Buda M, Buda R
Istituti Ortopedici Rizzoli - Università di Bologna
Riassunto.
Obiettivi: Valutare i risultati del trattamento con Laser Yag delle lesioni legamentose laterali di
caviglia. Introduzione: In letteratura esistono pochi studi sistematici sull’efficacia del Laser ad alta
energia nella traumatologia sportiva. Materiale e metodo: 15 sportivi agonisti con lesioni
legamentose laterali di I grado acute della caviglia, trattati con laser Yag ad alta energia in 10 casi e
laser CO in 5 casi. I pazienti sono stati valutati con quantificazione del dolore, della tumefazione e
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della funzionalità articolare prima del trattamento, dopo 1, 2, 3, 6, 12 settimane dall’inizio del
trattamento, e al follow-up finale. Risultati: I pazienti trattati con Laser Yag ad alta energia hanno
ottenuto una più rapida risoluzione del dolore e della tumefazione nel corso del trattamento, ed un
più rapido recupero funzionale, con ritorno allo sport agonistico anticipato. I risultati ottenuti dopo
3 settimane di trattamento sono sovrapponibili a quelli raggiunti dopo 6 settimane nel gruppo di
controllo. Conclusioni: Il laser ad alta energia produce effetti anti-dolorifico, anti-infiammatorio,
anti-edemigeno e bio-rigenerativo, evidenziabili a livello clinico. In traumatologia sportiva questi
effetti forniscono un’accelerazione dei tempi di recupero, particolarmente utile nel trattamento degli
sportivi agonisti.
TRATTAMENTO DELLA EPICONDILITE ATTRAVERSO LA TERAPIA HILT
GP Ganzit, E Gurin
Istituto di Medicina dello Sport FMSI di Torino
Riassunto.
Scopo del presente lavoro è quello di valutare l’efficacia sulla ripresa funzionale e sul dolore della
terapia con laser a Nd-YAG pulsato ad alta intensità (HILT) in caso di epicondiliti in soggetti
praticanti attività sportiva. Sono stai presi in considerazione 23 soggetti di ambo i sessi di razza
bianca (9 femmine e 14 maschi) di età media di 42 anni, praticanti in prevalenza tennis con diagnosi
di epicondilite di durata superiore a 6 settimane e già trattati con altre terapie.
Ogni soggetto è stato sottoposto a 10 sedute di trattamento, uno al giorno con sospensione nel
weekend. All’inizio del trattamento, dopo 5 sedute ed al termine è stata fatta una valutazione del
livello funzionale secondo la scala di Steinbroker modificata per l’attività sportiva, del livello del
dolore con VAS e della forza isometrica massima di prensione della mano.
E’ stata evidenziata una significativa riduzione della sintomatologia dolorosa già dopo 5 sedute
ulteriormente ridotta dopo 10. La forza di prensione della mano del lato affetto dalla patologia al
termine delle 10 sedute di terapia HILT è risultata significativamente aumentata in media dal 66%
al 77% della controlaterale.
La terapia HILT ha evidenziato effetti positivi sul dolore e sulla funzionalità in soggetti praticanti
sport e portatori di epicondilite persistente. Dai confronti con la letteratura non appare che questa
terapia abbia effetti chiaramente superiori ad altri metodi terapeutici e come per questi esistono
soggetti che non rispondono al trattamento.
Le strutture interessata relativamente superficiali non richiedono penetrazione in profondità
dell’energia laser, quindi in questo caso non vengono sfruttate a pieno le potenzialità di questa
terapia.
LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE: TRATTAMENTO CON HILT TERAPIA.
(DATI PRELIMINARI)
Bodini G., Croce A.M.
U.O. Riabilitazione Specialistica – Casa di Cura San Camillo – Brescia
Riassunto.
Obiettivo del presente studio è verificare l’efficacia del trattamento laser HILT nelle sindromi del
tunnel carpale. Si tratta di una patologia molto diffusa che riconosce molteplici momenti
patogenetici e che si manifesta con i tipici segni di intrappolamento del nervo mediano al polso,
cioè parestesie e dolore al polso e alla mano. La diagnosi si basa sul quadro clinico ma soprattutto
sul riscontro di alterazioni della conduzione nervosa all’indagine EMG. Allo stato attuale il
trattamento è basato sulla terapia medica, generale o locale, sulla terapia fisica e sulla
decompressione chirurgica del nervo. Per quanto riguarda la terapia fisica vi è una scarsa evidenza
scientifica di efficacia. Nel presente studio sono stati valutati dal punto di vista clinico, ecografico
ed EMG 25 soggetti affetti da sindrome del tunnel carpale di grado lieve o medio, sottoposti a
trattamento laser HILT. La valutazione è stata effettuata prima, dopo ed a distanza di 3 mesi dal
trattamento. Lo studio è ancora in corso per quanto concerne la verifica a distanza ma i dati
preliminari sembrano indicare una buona efficacia di questa metodica fisioterapica nel trattamento
della sindrome del tunnel carpale.
VERSATILITÀ D’USO DELLA TERAPIA HILT.
Lacchini V.
Riassunto.
Clinicamente i risultati della laserterapia HILT hanno il duplice vantaggio di suffragare ipotesi
diagnostiche quando non sia possibile avvalersi di confronti strumentali e di mantenere definitivo
nel tempo il risultato dell’azione biostimolante. Non secondaria l’importanza assodata di una
grossa versatilità d’uso in totale sicurezza operativa.
Mi sono laureata con una tesi, allora sperimentale, in merito al trattamento della periartrite di spalla
con laser diodico a semiconduttori. Ho deciso di intraprendere attività libero professionale in studio
privato incontrando nel’ 97 il laser Nd:YAG impulsato smartbeam : da allora gestisco
personalmente le varie problematiche che mi sottopongono i pazienti, utilizzando questo tipo di
laser, e dall’aprile 2004 uso Hiro3 HILT . Un uso iniziale dei protocolli operativi mi ha portato
successivamente ad esulare spesso dagli stessi in tempi e modi di applicazione, adattando la
quantità di energia erogata via via alla risposta a feed back dei tessuti trattati, spesso non
standardizzabile. Rimane rigoroso il protocollo di ricrescita della cartilagine che uso da almeno 5
anni. Ovviamente talvolta anche questa energia, pur importante, non ha possibilità di successo e
richiede precauzioni d’uso.
Nella grande varietà delle patologie trattate, neurologiche canalicolari polidistrettuali e
neurovegetative, postraumatiche di tessuti molli, reumatologiche degenerative parzialmente o
completamente gestibili, l’effetto di biostimolazione, anche se non immediato, si riconosce , per le
problematiche già cronicizzate, in una ulteriore regressione della sintomatologia soggettiva ed oggettiva nel mese successivo all’interruzione del ciclo terapeutico. Molto spesso si agisce in
alternativa a soluzioni chirurgiche presupposte inevitabili.
IL TRATTAMENTO DELLA TENDINOPATIA CALCIFICA DI SPALLA MEDIANTE
TERAPIA LASER HILT
STUDIO PROSPETTICO CONTROLLATO
REPORT PRELIMINARE
G. Melegati
Primario Centro Riabilitazione Sportiva
Istituto Ortopedico Galeazzi – Milano
Responsabile Staff Medico Nazionale Italiana Rugby
Riassunto.
La tendinopatia calcifica di spalla è una patologia caratterizzata dalla presenza di depositi calcifici
di fosfato di calcio all’interno dei tendini della cuffia dei rotatori della spalla, ed è stata descritta
come entità clinica gia più di 100 anni fa, da Duplay nel 1872. L’eziologia non è ancora stata
definita con certezza e le ipotesi più accreditate si riferiscono ad un quadro degenerativo a carico
dei tendini della cuffia con una trasformazione metaplastica “condroide” che favorisce il deposito di
microcristalli di fosfato di calcio nel contesto delle fibre tendinee. Alcuni autori considerano una
situazione di ridotta per fusione del tendine come causa scatenante, piuttosto che una alterazione
metabolica favorente la precipitazione calcarea.
Il tendine del sovraspinoso è la struttura più colpita dal fenomeno, a livello della cosiddetta “zona
critica”. E’ una patologia a lenta risoluzione spontanea con restitutio ad integrum del tendine
(nel 9.3%dei casi si ha la scomparsa entro 3 anni dalla diagnos i e nel 27,1% dei casi dopo 10
anni, secondo differenti autori).
Dolore e limitazione funzionale caratterizzano il quadro clinico. Il dolore può essere urente,
resistente a FANS oppure continuo, invalidante, a seguito di macro/micromovimenti dell’arto
oppure spesso notturno. Le complicanze della tendinopatia calcifica di spalla sono: la rottura della cuffia l’artrofibrosi la spalla congelata.
La diagnosi è clinica e radiografica. Gartner ha proposto una classificazione RX grafica in 3 stadi a
seconda della evidenza radiografica del deposito calcifico. Uthoff ha individuato il carattere
evolutivo della patologia dividendola in tre stadi: lo stadio precalcifico asintomatico, lo stadio
+/++), fase della quiescenza (dolore
calcifico, a sua volta suddiviso in fase della formazione (dolore
+) e fase del riassorbimento (dolore+++) e lo stadio post calcifico (dolore +/++).
Depositi densi, a contorni netti (Gartner I) corrispondono alla fase della formazione mentre depositi
sfumati a contorni irregolari (Gartner III) spesso corrispondono alla fase acuta, del riassorbimento,
durante la quale il dolore è importante.
Sono state proposte numerose soluzioni terapeutiche, tra cui trattamenti kinesiterapici, terapie
fisiche come ultrasuoni, rontgenterapia, terapia infiltrativa con corticosteroidi, agoaspirazione,
rimozione chirurgica sia artroscopica che aperta e recentemente terapia con onde d’urto
extracorporee. Quest’ultima metodica, di introduzione relativamente recente, suscita grande
interesse per i buoni risultati, spesso sovrapponibili a quelli chirurgici, riportati recentemente in
letteratura. La terapia mediante impiego di apparecchi LASER ad alta potenza (Neodimio-YAG) si è dimostrata negli anni efficace nel trattamento di un ampio spettro di quadri patologici, comprese
le tendinopatie (Melegati, J Sport Traumatol Rel Res, 94) ma non è stato riportato il suo impiego
nel trattamento della tendinopatia calcifica di spalla. In teoria, grazie al suo spiccato effetto
antalgico, questa metodica dovrebbe essere efficace nella risoluzione della tendinopatia calcifica la cui manifestazione principale è proprio il dolore. Probabilmente la biostimolazione cellulare indotta
dal LASER ad alta intensità (HILT) è in grado di innescare il processo di riassorbimento della
calcificazione del precipitato di calcio, come ipotizzato da Valent e Benedetti in un loro recente
report sul trattamento di 3 pazienti affetti da tendinite calcifica di spalla.
Inoltre le diverse metodiche fisiokinesiterapiche non dimostrano una reale efficacia, in confronto
con la chirurgia o le onde d’urto. Quest’ultime tuttavia risultano essere soluzioni terapeutiche non
sempre gradite al paziente, sia per la relativa invasività che per i costi del trattamento. In
considerazione di ciò abbiamo voluto indagare la efficacia del trattamento. LASER ND-YAG ad
alta potenza (HILT) nella terapia di tale patologia e compararlo sia alla kinesiterapia che al
trattamento mediante onde d’urto extracorporee.
Il presente lavoro si propone di comparare i risultati ottenuti mediante differenti trattamenti su tre
gruppi di soggetti affetti da tendinopatia calcifica di spalla. I risultati riportati sono da considerarsi
preliminari in quanto non è ancora stato raggiunto il numero di soggetti indicati dalla analisi della
potenza statistica dello studio.
Al gruppo A sono stati assegnati 20 soggetti trattati mediante utilizzo di onde d’urto extracorporee
• (Dornier EPOS (sonda ecografica lineare 7.5 MHz)
• 3 sedute
• Frequenza settimanale
• 1800 impulsi/seduta
• Energia fino a 0.22 mJ/mm2
• Frequenza 240 colpi/minuto
Al gruppo B sono stati assegnati 13 pazienti trattati mediante ciclo di fisiocinesiterapia
• 10 sedute kinesiterapiche
• Giorni alterni
• 40 minuti di durata
• Tipologia esercizi: Mobilizzazione manuale (soglia dolorosa) Stretching capsulare Pendolari di Codman Isometrici per rotatori e deltoide a resistenza elastica per trapezio, rotatori e
deltoide
Al gruppo C sono stati assegnati sinora 7 pazienti trattati mediante impiego di apparecchio LASER
ND-YAG secondo le seguenti modalità:
• 10 sedute di trattamento a giorni alterni
Schema utilizzato :
• Scansione veloce, energia crescente (e frequenza decrescente)
• Trattamento fisso su “trigger points”
• Scansione lenta
Densità di energia 810/1530 mJ/cm2
Energia totale 3000J
Lo studio prevede la valutazione clinica e mediante Scala di Constant pre e post-trattamento
e valutazione mediante Scala di Constant e Radiografia della spalla a 6 mesi dal trattamento.
RISULTATI
I risultati ottenuti mostrano una correlazione tra la scomparsa della calcificazione e miglioramento
del quadro clinico (gruppo A)
La Terapia HILT risulta sovrapponibile al trattamento ESWT come risultato clinico globale post-
trattamento (Constant Sc.),ed entrambi i trattamenti risultano migliori del trattamento
kinesiterapico.
La Terapia HILT risulta superiore al trattamento ESWT come controllo del dolore (COnstant Sc
dolore) nella valutazione post-trattamento.
Tuttavia bisogna segnalare che il campione non è sufficientemente grande per la significatività
statistica (gruppo HILT e gruppo KT) È da segnalare inoltre la mancanza della valutazione RX per evidenziare la eventuale scomparsa
della calcificazione (gruppo HILT e gruppo KT)
I risultati sono da considerarsi PRELIMINARI, per la mancanza di controlli a distanza.
In attesa di completare lo studio, possiamo dire che i risultati presentati possono essere considerati
solo indicativi per un maggior effetto antalgico di HILT terapia rispetto a ESTW e a Kinesiterapia.
IL LASER Nd:YAG NEL TRATTAMENTO DELLE LESIONI OSTEO-CARTILAGINEE
DEL GINOCCHIO
Buda R, Buda M, Grigolo B, Di Caprio F, Ghermandi R, Zati A.
Istituti Ortopedici Rizzoli - Università di Bologna
Riassunto.
Obiettivi: Valutare i risultati del trattamento con Laser Yag delle lesioni osteo-cartilaginee di
ginocchio. Introduzione: La letteratura è povera di studi sistematici sull’efficacia del Laser ad alta
energia in campo ortopedico. Materiale e metodo: 7 pazienti in lista per autotrapianto di condrociti
autologhi per lesioni osteo-condrali dei condili femorali: nell’intervallo tra le due procedure
artroscopiche 5 sono stati trattati con laser Yag, mentre 2 non hanno subito trattamenti. Nel contesto
delle due artroscopie sono state ottenute biopsie della lesione per esame istologico e immuno-
istochimico, prelievi di liquido sinoviale e documentazione fotografica della lesione. E’ stata
valutata l’evoluzione della lesione in caso di trattamento laser rispetto al gruppo di controllo.
Risultati: Il trattamento con laser ha ottenuto un aumento dei fattori di crescita nel liquido sinoviale,
una diminuzione dei mediatori della flogosi e una ricrescita di cartilagine di tipo jalino più evidente
nelle zone più anteriori delle lesioni e nei pazienti più giovani. Conclusioni: Il laser ad alta energia
produce effetti anti-infiammatorio e bio-rigenerativo, evidenziabili macroscopicamente e a livello
istologico e bio-chimico.
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