I vini delle Province Toscane e cioccolato, abbinati alle opere saranno offerti in degustazione da:
Siena
Azienda agricola Querceto di Castellina, Chianti
www.querceto.com
Arezzo
Azienda agricola Leuta, Cortona
Pisa
Fattoria Uccelliera, Fauglia
www.uccelliera.com
Massa
Tenuta la Ghiaia, Sarzana
www.tenutalaghiaia.it
Lucca
Fattoria Colle Sala, Chiatri Puccini
Prato
Consorzio Vini di Carmignano
Grosseto
Azienda agricola Poggio alle Birbe
Firenze
Azienda agricola Caprandole, Pontassieve
www.caprandole.com
Livorno
Azienda agricola Brancatelli
www.brancatelli.eu
Pistoia
Azienda agricola Montalbano, Vinci
“Cioccolato” del Maestro cioccolataio Luca Morganti,Via di Ripoli 284 /a, Firenze
MUSICHE a cura del SIX BARS JAIL
Modella Elena Pinori

Collaboratori e consulenti:
ENOTRIA Enoteca e Ristorante, Via Ponte alla Mosse 50, Firenze
enotria@enotriawine.it
Carrozzeria AUTOCAR di Berrugi Marco, Cecina
TECNOCONFERENCE, Firenze
DECORITALIA, Sesto Fiorentino (FI)
SIDI COPY, Firenze
Per “GustArte”, manifestazione itinerante di mostre e eventi si terrà in anteprima la personale di scultura: “I Baccanali” dell’artista livornese Michele Niccolai, presso l’Auditorium al Duomo a Firenze, e si inaugurerà venerdì 25 settembre 2009, alle ore 17.45. Le giornate di festa che ancora oggi si svolgono in campagna durante la vendemmia sono la continuazione popolare di eventi che affondano le radici nella storia passando da Horus- Osiride - Dioniso - Hermes- Pan, fino a Bacco. Queste divinità servirono all’umanità per l’umanità a spiegare i sentimenti, le sensazioni di abbondanza e di fertilità, la felicità, la passione amorosa. Ma soprattutto servirono a decifrare l’appagamento dei sensi quando lo stato di estasi annebbiava le mente, quando la ragione nulla poteva. I sensi, una volta svincolati e finalmente liberi, percorrevano senza il peso dei freni razionali il viale dell’effimero del magico, agevolati in questo dall’ebbrezza che i vini lasciano alla fine del bicchiere nelle membra. Da qui l’idea di appagare con una mostra evento non solo la “vista”, ma tutti i cinque sensi, affiancando alla scultura la musica dal vivo per l’udito, abbinando alle dieci opere presentate l’assaggio dei vini, uno per provincia simbolo di Toscana, per soddisfare il palato. E poi tuffarsi nel gusto più completo odorando e assaporando gli aromi del nettare degli Dei di un cioccolato creato per l’occasione, mixato sapientemente con l’alcol toscano da maestri cioccolatai fiorentini. Per accontentare il tatto, ultimo dei sensi rimasto ancora da soddisfare, accompagnata da tre ballerine nell’evoluzione dei passi di danza avanza simbolicamente fino al centro della sala una figura femminile paludata sotto un drappo bianco. Una volta al centro spogliata dalla danza stessa dei “veli”, esibirà le sue forme nude, e bloccandosi in posa statuaria sarà ricoperta di cioccolata liquida. Al termine, lo scultore apporrà la propria firma. Un’occasione unica dove si potrà gustare l’arte a 360° gradi, bevendola e mangiandola.
MICHELE NICCOLAI nasce a Livorno nel 1953, ma cresce a Cecina a stretto contatto col fiume di cui condivide le crete, i mattoni “fatti a mano” poi cotti nel forno a carbonella della fornace del nonno. Si scontra con la scultura ancora bambino. Solo più tardi, universitario, lavora a fianco dello scultore Livornese Mainardi, finendo di appropriarsi dal Maestro finisce della crudezza e durezza delle forme. Ha così inizio il vagabondare tra stili e reminiscenze sempre alla ricerche del “nuovo”, tra personaggi classici e religiosi. Insoddisfatto delle patine a freddo che tolgono volume e forza alle opere, presta attenzione alla cromia degli smalti ceramici, attratto dal fascino del“colore cotto”. Nell’intento di riabilitare la terracotta nei confronti della pietra o del marmo, viene traghettato in questa esperienza, “alla ricerca del colore e volume perduto” dalla ceramista Gabriella Zazzeri, un vero e proprio mangiafuoco in gonnella, che lo porta dritto nella tecnica Raku. Qui la sua istintività prende forma e corpo. Fare presto per lui non è più un gioco, ma un imperativo. Le sue opere, una competizione con il tempo che tutto cambia, perfino le idee. Di questo periodo (1980/90) le sculture di soggetti sacri che trasudano forze assenti, misteriche. Dal misticismo al simbolismo, fino all’essenzialismo, per poi tuffarsi nella astrologia, nella magia-alchemica.
Nel periodo (1990/2000) le sue donne, diventano quasi madri frettolose dal ventre gonfio, ma sempre pudiche senza mai abbandonare la sperimentazione di impasti per la mono-cottura e il bucchero.
Cambia radicalmente vita dopo la nascita della figlia Giulia.
Dopo due anni forzati di “astinenza artistica” si ripropone con una nuova produzione che sembra capovolgere radicalmente le sue convinzioni.
Le sue donne non sono più fatali o sguaiate, ma acquistano quella grazia morbida e giocosa dell’innocenza dei fanciulli, e anche l’esposizione un po’ sfacciata dei sessi non violenta l’occhio, ma li mostra pudicamente come una etichetta che identifica la marca e la taglia. Queste ultime opere si lasciano ammirare e affrontando la critica con rinnovati stimoli, facendo riaffiorare qua e là, sapientemente celati, le chiavi del simbolismo magico, nei corpi che si mescolano armonicamente a oggetti nel vortice della danza.
Linee curve e morbide, in contrasto con i pieni e vuoti che travalicano la materia stessa. Anche nel RAKU trasmigra parte di queste sue nuove esperienze e i suoi RAKU diventano “unici”, vere e proprie sculture che manifestano la confidenza propria degli oggetti del nostro quotidiano.
Giovanna Maria Carli